Alessandro- Novembre 2025

Rappresentazione artistica che illustra l’espansione di una porzione di un universo bidimensionale. Secondo il modello del Big Bang l’universo si espanse da uno stato iniziale estremamente denso e caldo e continua a espandersi tutt’oggi. E secondo voi tutto questo è avvenuto senza suono!!!?????
“Questo suono, nato dal Vuoto, è il frutto di un pensiero che fa vibrare il Nulla e, propagandosi, crea lo spazio”
La Musica Primitiva – Marius Schneider
L,uniformità delle idee delle grandi civiltà antiche sulla creazione del mondo è imprescindibile dalla presenza del Suono
La Visione sul Significato del Suono nelle Culture Protoprimitive
Riflettendo sul ruolo del suono nelle culture protostoriche, si giunge alla conclusione che la musica primitiva non fosse un semplice passatempo o un’arte rudimentale, ma la forza generativa e spirituale dell’esistenza stessa.
Ecco come viene interpretato il profondo significato del suono in quei contesti, delineando una teoria organica sul suo ruolo:
Il Suono come Architrave dell’Universo
L’idea centrale di questa teoria è che, per le culture protoprimitive, il suono fosse il principio creatore. Nelle loro cosmologie, si sostiene che il mondo non nasca dalla parola o dal logos (considerato un’invenzione successiva), ma dalla vibrazione primordiale. Si afferma che gli “Dei sono canti”, e l’intera realtà è vista come una sinfonia o una risonanza che l’essere umano aveva il compito di ascoltare e replicare.
Il Linguaggio della Natura Acustica
L’uomo primitivo viene qui immaginato non come un dominatore, ma come un partecipante al grande coro della natura. La musica era il suo modo per entrare in risonanza con il cosmo. Non si trattava di espressione artistica nel senso moderno, ma di un linguaggio vitale che rispecchiava la “natura acustica” del mondo circostante. Attraverso canti e danze, egli ricreava e onorava quella connessione profonda, vivendo in armonia con le forze naturali.
L’Unità Rituale e la Trance
Il potere del suono, in particolare del ritmo martellante, era considerato trasformativo. La sua funzione principale non era l’intrattenimento, ma la ricomposizione dell’unità tra l’uomo e il mondo. Il ritmo generava stati di trance, permettendo di superare le barriere tra il “sé” individuale e l'”altro” (la comunità, gli spiriti, gli antenati). Era un annullamento rituale della separazione, un ritorno a uno stato di unità innata con la vita stessa.
In sintesi, la riflessione porta a pensare che il suono, per quelle culture, fosse un’esperienza totale e sacra, un linguaggio originario che offriva un ponte diretto tra l’uomo, la natura e il divino, unendo la comunità in una trama profonda di esistenza condivisa.
Riassunto AI